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IL BUCELLATO

COSA SERVE
Mezzo chilo di farina doppio zero, un etto e mezzo di zucchero, 20 grammi di semi di anice, mezz'etto di uvetta, 15 grammi di lievito di birra, bianco d'uovo, sciroppo di zucchero.

COME SI PREPARA
Il segreto di questo dolce è saper amalgamare in giusta dose gli ingredienti. Mescolate la farina con lo zucchero, i semi di anice, l'uvetta, il lievito di birra sciolto in acqua tiepida e fatto riposare qualche minuto. Impastate fino ad ottenere la consistenza dell'impasto del pane. Date la forma di ciambella e lasciate lievitare. Prima di mettere in forno spennellate con bianco d'uovo sbattuto e sciroppo di zucchero. Lasciate cuocere per quarantacinque minuti a 180 gradi, senza aprire il forno. Se dovesse prendere troppo in superficie coprite con carta stagnola per garantire una cottura uniforme.

UN'ORIGINE LONTANA
E' il più famoso e tipico dei dolci lucchesi. La ricetta originale molto antica, è gelosamente conservata dalla pasticceria "Taddeucci" di piazza San Michele, fondata nel 1882. Il buccellato dalla caratteristica forma a ciambella è addirittura nominato in un documento del 1485, negli atti di un processo ad una donna che aveva ucciso il marito con un buccellato... avvelenato. La vendita era cos“ diffusa anche nei secoli passati che nel 1578 la Repubblica di Lucca applic˜ un'imposta sulla vendita di questo dolce.

CON IL VINO
Il miglior modo di gustare il buccellato è inzupparlo a fette nel latte o nel vino rosso. I vini lucchesi sono assai aprezzati. Il più famoso è senz'altro il "Montecarlo" bianco, di inconfodibile aroma. Inoltre il vino delle "Colline lucchesi", che è stato fra i primi in Italia ad ottenere il riconoscimento di vino "doc" nel 1968.