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E' formata da due
pezzi ed è venuta in luce in due tempi nel 1966 e nel
1967, durante i lavori attorno all'abside della Pieve di
Sorano. E', come si è già detto, un tipico
esempio di rottura intenzionale. Il rilevante spessore delle
stele non avrebbe mai permesso una frattura accidentale;
evidentemente è stata spezzata in quattro o
più parti pressoché uguali. Manca della testa;
ha un pugnale a lama leggermente bombata, con gli angoli a
spigoli vivi. Poiché è mancante anche di una
parte inferiore, quando era completa doveva essere di
notevoli dimensioni. Anche questa statua stele, con la
Sorano I e la Sorano II trovate nella stessa chiesa, sembra
documento dell'attuazione pratica di certi concilii
episcopali che, ancora nel medioevo, prescrivevano di
spezzare gli idoli pagani e di costruirvi sopra le chiese
cristiane. |

