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| la guida di fivizzano |
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| La cucina di Fivizzano |
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La cucina fivizzanese non presenta, come del resto quella di tutta la Lunigiana, un carattere uniforme, ma subisce influssi e particolarità in considerazione della posizione geografica del comune, nonché delle varie vicende storiche che lo hanno interessato.
Esaminando comunque i piatti tipici si trova un mondo arcaico che ha conservato quasi intatto il proprio patrimonio di tradizioni legate alla vita agricola e contadina. I cicli della terra: la mietitura, la vendemmia, la raccolta delle castagne, dell'olivo, ecc., le grandi riccorenze religiose, erano avvenimenti in cui venivano preparati i pitti che in seguito hanno caratterizzato la cucina locale. Una cucina semplice, a volte anche povera, basata principalmente sulla castagna, la cui farina veniva utilizzata in infiniti modi: polente, pattone, fritelle, cialdoni, unitamente alla farina di granoturco che del resto si trova in uno dei piatti più vecchi del fivizzanese. Parliamo di ³frgadei² o ³calzagatti² (polenta incatenata), nata dalla neccessità di consumare quanto più possibile di quello che restava dopo l'uccisione del maiale. Veniva e viene preparata unendo ad un brodo ottenuto con le ossa del maiale, cavolo nero tagliato a pezzetti fagioli borlotti patate a tocchetti. Al bollore si aggiunge la farina gialla e si porta a cottura per 45 minuti. Il tutto deve essere condito con olio di oliva di frantoio e una cucchiaiata di formaggio pecorino dal gusto pungente. Le festività religiose invece venivano solennizzate con la preparazione di dolci. A questo prposito ricordiamo il ³buccellato², le ³carsente² e le ³spongate². La ³carsenta² veniva preparata la sera del Venerdì Santo e lasciata a lievitare al calore del fuoco per tutta la notte, prima di essere cotta nel forno a legna. Le ³spongate² vengono invece preparate nel periodo natalizio e le origini di questo dolce risalgono al Rinascimento. Per quanto riguarda i vini del territorio comunale questi hanno una spiccata individualità, dovuta anche ai classici vitigni locali che consentono al prodotto una notevole notorietà. A questo proposito riportiamo quanto scrisse Veronelli: ³Vini, sia bianchi sia rossi, non alti ma nervosi e pronti, di non comune eleganza. Segnalo come zone di veri e propri cru S. Terenzo e Moncigoli. Più ricchi di stoffa i vini della prima località, più severi il Moncigoli bianco e rosso.
A Fivizzano viene anche prodotto con sistema artigianale un ottimo Elixir di China ottenuto dalla distillazione della ³China calissaia² unita ad altre erbe fra cui molte aromatiche che danno un inconfondibile profumazione. |
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