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Parrocchia di San Tommaso Apostolo; posta a 470 metri sul livello del mare; tra il torrente Mangiola ed il territorio della Pieve di Bagnone, in zona di "saltus" o luoghi boscosi del quale rimane un largo tratto con il nome di "Selva di Pastina" probabilmente bonificati in data imprecisabile, ma, certamente antica, dopo la costruzione della chiesa. Si presume fondatamente che la zona fosse abitata dai Liguri Apuani perché quando nel 143 a.C. gli stessi furono vinti e deportati nel Sannio (provincia attuale di Benevento) si installarono presso villaggi, uno dei quali tuttora si chiama Pastina, anche se non abbiamo elementi sicuri per chiarire l'etimologia del toponimo. La parrocchia è comunque di origine antica, perché figura nel registro vaticano delle decime del 1297 come alle dipendenze della chiesa dei SS. Ippolito e Cassiano (attuale Pieve di Bagnone). Quando si formò il feudo malaspiniano di Bagnone, in forma autonoma nel 1340 per distacco da quello di Filattiera, la borgata di Pastina venne fotificata nella parte attorno all'attuale torre campanaria e cioè nel punto dal quale si poteva dominare tutta la valle sottostante; ruderi di fortificazione sono tuttora visibili. Fino al 1500 circa le funzioni religiose venivano celebrate presso la cappella, presso la quale esiste un quadro antico e comunque databile al 1400-1500. La parrocchia di Pastina è ricordata anche nel registro vaticano delle decime del 1551 con 124 abitanti. La sua storia, dopo il dominio Malaspina, è sempre stata legata a Firenze così come accadde per Bagnone. Quando nei primi anni del 1500 alcuni esuli fiorentini dovettero abbandonare la città a seguito di gravi tumulti, trovarono rifugio in Lunigiana, ed in particolare i Bicchierai si rifugiarono sotto Pastina, in un casolare che da allora venne chiamato "Bicchieraia" dal cognome della famiglia che appena calmatesi le acque scese e si fermò a Bagnone, dando inizio al ceppo dei Bicchierai che tanta parte ebbero nella vita pubblica bagnonese nei secoli seguenti. La chiesa parrocchiale, sotto il punto di vista artistico ed architettonico non presenta osservazioni di rilievo; è comunque sufficientemente capiente per la popolazione e mantenuta in ordine. Merita di essere sottolineata la presenza di un quadro sacro, di ottima fattura, ma di ignoto, attribuibile alla prima metà del 1700, tuttora ben conservato. Pastina ha avuto l'onore di aver dato i natali (1723) al celebre giurenconsulto e scrittore Tommaso Chiodini, di famiglia oriunda di Pavia. Trasferitosi ancor giovane a Modena, divenne ben presto consigliere intimo e ministro di stato presso il duca, il quale lo degnò di massima considerazione e stima, finche nel 1798 non venne a morte a Modena, ove fu sepolto.
 


 

 

 


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