Il
segreto dei menhir
Con le tante
leggende che affollano il Piagnaro nelle notti di luna
piena, ben si accordano nelle sale dell'antico castello
quelle immobili ma conturbanti sculture antropomorfe che
sono le statue stele. Un mistero che da anni continua
ad incuriosire studiosi e gente comune e che trova in
questo museo, unico nel suo genere, una cornice incantevole.
E certamente il museo del Piagnaro contiene una potenzialità,
che va ben oltre i confini della Lunigiana.
Le statue
stele della Lunigiana sono state erette lungo un periodo
molto lungo che va dalla tarda preistoria alla romanizzazione.
Nonostante in molti abbiano tentato di interpretare i
significati di queste sculture, le ragioni che hanno portato
alla loro esistenza rimangono tutt'oggi un affascinante
mistero, legato, per la maggior parte degli studiosi,
ad una concezione magico-religiosa dellesistenza.
Opere simili
si trovano sulle rive del Mar Caspio, in Romania, in Svizzera,
in Corsica, in Francia, nella Penisola Iberica, in Sardegna,
nella Val Camonica, in Puglia, in Valtellina e in Alto
Adige: unarea di diffusione molto vasta, all'interno
della quale, con la quasi totale impossibilità
di comunicare, coesistono inspiegabilmente queste statue
antropomorfe.
L'interpretazione
più accademica identifica gli idoli femminili nella
Dea Madre mediterranea, simbolo della vita e della fertilità;
nelle statue maschili, spesso contraddistinta dalla rappresentazione
delle armi (asce e giavellotti), vengono viste invece
divinità protettrici. Il significato, la finalità,
la zona di origine, la stessa cronologia delle statue-stele,
lunigianesi e non, sono però problemi aperti.
I testi e
gli studi sui menhir stanno tutt'ora appassionando storici
e scienziati, archeologi e studiosi di fantascienza. Tra
tutte, abbiamo scelto tre voci, diverse tra loro, ma che
insieme sintetizzano bene l'atmosfera di studio e di curiosità
del mistero menhir. Quelle di Augusto Ambrosi, di Romolo
Formentini e di Nino Filastò.