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L'alto Magra
Il Gordana

L'alto Magra
L'alto Magra quando vien fuori, appena neonato, dal Monte Borgognone, è già tutto un susseguirsi di zampilli fra i monti di roccia immersi in una cornice di boschi di castagno. Nel suo debutto gorgoglia rumoroso assieme a migliaia di rivoli che provengono dalle vallate laterali. Appena sotto le sorgenti occhieggiano le prime selvaggie cascate el torrente che, di tanto in tanto, cade fra le braccia di gole profonde e stretti inacessibili. Poi i primi slarghi lo convertono ad essere più mite e gentile. E qui, dal lago "Pallino", sopra la località Molinello, inizia il nostro incontro con il fiume. Un incanto. Una fragorosa cascata si placa in una pozza color smeraldino. Tra le foglie della vegetazione arborea filtrano raggi mattutini a creare nell'acqua la più bella tavolozza di tutti i possibili riflessi argentei. Scendiamo più a valle con il fiume. Ci attende uno spettacolo di buche, di cascatelle spumeggianti, di gorghi, di brevi spianate interrotte da grossi massi fino all'incontro con il Civasola presso l'abitato del Molinello. Rigagnoli rumorosi e lucenti appaiono e scompaiono tra il fitto di una macchia in gara ad inventare tutte le possibili gradazioni del verde. Trecento metri sotto ecco i "bozi" dell'alto Magra. C'è chi sostiene che questi piccoli laghetti siano i più belli dell'intera rete idrografica lunigianese. Una grande pozza verde fra due enormi sassi: è il lago "Scaié". D'estate si può fare tranquillamente il bagno. Qui non esistono problemi ecologici. L'acqua in questa zona è ancora pura ed esente da inquinamenti. Appena più sotto ecco i "Due Bozi" incorniciati da grossi massi ora aguzzi, ora dolcemente degradanti verso l'acqua. L'acqua in centinaia di anni lo ha accarezzato, schiaffeggiato, lambito rendendolo quasi senza asperità. Facile trovare cinghiali intenti ad abbeverarsi nel fiume. Questo è il Magra Alto. In grado di distribuire, talvolta, qualche brividino di paura ma che merita di essere conosciuto per tutto quanto di bello sa ancora donare. Fra le piacevoli sorprese del luogo va ricordata anche la "Tecia della Lontria", piccolo "bozo" sulle cui rive si staglia una pietra scavata. E' voce comune che in questa cavità naturale un tempo si potessero rifugiare famiglie di lontre. In questo laghetto c'è chi assicura di aver visto cinque-sei anni fa il vorace predatore immergersi in acqua, attraversando velocemente il fiume, alla caccia di pesci. L'evento, visto la quasi estinzione attuale della specie, meriterebbe oggi, in questo ambiente, un possibile riscontro. Lasciati questi laghetti, dopo un'ultima sosta al "Bozo Cabroni" il Magra scende velocemente verso Pontremoli con l'aspetto di un grosso torrente montano. Sono gli ultimi rivoli purissimi prima dell'incontro con l'impatto urbano. A malincuore rallenta sempre di più la sua corsa.
Lasciata l'autostrada Parma-Mare a Pontremoli si prende la via Aurelia raggiungendo l'abitato di Mignegno. Oltrepassato il ponte di questa località, dopo alcune curve della strada per la Cisa, si trova il bivio per i paesi del Molinello, Gravagna, Casalina e Pracchiola. Dopo 4 Km. si arriva a Molinello e oltrepassando il ponte sul Civasola e quello sul Magra verso Pracchiola si raggiunge il bivio per Barcola e Previdè prima di Casalina. Ci si immette in questa strada e dopo un Km. in discesa si incontra il primo ponte dalla sorgente del Magra. Ecco di qui si può iniziare l'esplorazione al lago del "Pallino" e discendendo il fiume ai "Lago Scaié", "Due Bozi", "Tecia della Lotria","Bozo Cabroni".
Se siete amanti dei pic-nic, vicino al fiume vi sono prati a disposizione per tutti. Se ritenete che il pranzo sia un momento importante della giornata esistono due trattorie dove potete gustare le specialità locali. Ambedue i posti di ristoro sono ubicati a Molinello. Quella più antica, una delle migliori della Lunigiana, consigliatissima oltre che per la qualità anche per la freschezza dei prodotti che arrivano dalle fattorie intorno, è la trattoria Maffei.

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