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La guida di Pontremoli


Il segreto dei menhir
L'idolatria secondo Ambrosi
Le donne di pietra di Formentini
Gli extra terrestri di Nino Filastò
La sala didattica del museo
I gruppi
Le sale I, II e III
Le statue stele




L'idolatria secondo Ambrosi

Scrive Augusto Ambrosi: "Per ragioni difficilmente determinabili nella valle del fiume Magra e dei suoi affluenti si sono conservate immagini umane scolpite in pietra risalenti dalla tarda preistoria agli ultimi secoli che precedettero la romanizzazione. Sono le sopravvissute tracce di una grande religione che al superamento dell'età della pietra e al diffondersi di quella grande invenzione che furono i metalli, trasformò la pietra in oggetto di culto, in segno di memoria perenne capace di superare e di vincere il tempo. (...) Che siano divinità vere e proprie o soltanto personaggi emergenti, guerrieri e grandi madri, che si volevano ricordare e commemorare, non ha molta importanza. Questa folla misteriosa e suggestiva, queste pietre, erano certamente monumenti nei quali si trasfondeva una carica di affetto e di amore che, in tutti i casi, doveva confluire in quell'acceso sentimento che oggi chiamiamo idolatria. (...)Dal III millennio a.c. fino alla romanizzazione le statue-stele della Lunigiana, con le loro forme, con le diverse armi, con i differenti amuleti, riescono a darci preziose informazioni sulle popolazioni che le hanno pensate, che le hanno scolpite, che le hanno venerate e che le hanno distrutte.
 
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