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La guida di Pontremoli


Nicodemo Trincadini
Paolo Belmesseri
Gio Rolando Villani
Giuseppe Zambeccari
Stefano Bertolini
Alessandro Malaspina
Pietro Giovanni Parolini

Pietro Cocchi
Luigi Poletti
Luigi Campolonghi

Giovanni Sismondo
Manfredo Giuliani

Gio Rolando Villani
giurista, letterato, mercante (1510-?)
Gio Rolando Villani incarna nella sua persona le tre figure del mercante, del giurista e del letterato, quelle che meglio rappresentano la Pontremoli fra il '300 e il '700. Qui nasce nel 1510 quando il borgo intesse da tempo una vasta rete di relazioni mercantili con Genova, Milano, Firenze e persino Venezia, mentre i giuristi pontremolesi, che non possono fare la loro fortuna in patria, vanno a portare i loro uffici come magistrati, giudici o docenti in potentati e stati di tutta Italia. Il padre di Gio Rolando è appunto un giurista, che ha seguito la via del Genovesato, viene nominato dalla Serenissima Repubblica Vicario nell'isola di Chio nell'Egeo e parte per essa lasciando il figlio in fasce. Gio Rolando trascorre la propria giovinezza in una Pontremoli che aveva trovato, nella seconda metà del '300, un proprio equilibrio economico e politico sotto l'autorità del ducato milanese, che ora invece si trova in difficoltà, contesa e governata da diversi padroni durante i conflitti della Francia prima con gli Asburgo e poi con la Spagna. Suo padre lo chiama a Chio ed egli stesso ci racconta il viaggio nelle cronache che poi scriverà. Parte da Pontremoli nel marzo 1529 per Venezia, dove incontra alcuni compatrioti là residenti, qui s'imbarca su una delle navi dei Giustiniani, la famiglia di armatori e mercanti genovesi che teneva sotto il suo controllo l'isola di Chio. Viaggia lungo l'Istria e a Idara incontra un altro pontremolese, Lazzaro Gnocchi, che là ha messo su casa, famiglia e fa il mercante. Poi è a Durazzo e ad Otranto sfugge alle navi turche, percorre le coste della Grecia e gli arcipelaghi dell'Egeo; alla descrizione aggiunge rilievi urbanistici ricordando le vicende degli eroi omerici. Vede Atene e Samo, e finalmente giunge a Chio il 3 luglio del 1529, dove trova il padre onorato amministratore della giustizia. Il vecchio Villani spinge il figlio verso i commerci approfittando dell'aiuto che gli può venire dagli stessi Giustiniani, i quali prestano subito del denaro al giovane e lo affidano a un loro agente che gli insegni il mestiere. Lo vediamo allora vendere stoffe a Tiro in Asia e a Lamek. Compie altri viaggi a Smirne, Lesbo, a Costantinopoli, nel Mar Nero, da qui si spinge lungo il Danubio fino alla Valacchia acquistando e vendendo merci. Torna a Chio il 27 luglio del 1531 e trova il padre morto, si decide allora a tornare in patria per continuare gli studi e ricoprire poi l'ufficio lasciato dal padre. Ci descrive il viaggio di ritorno e la commozione con cui il 31 gennaio del 1532 rientrò a Pontremoli ad abbracciare e suoi. Gio Rolando non tornerà a Chio, trascorrerà a Pontremoli il resto della sua vita, sarà maestro di grammatica, notaio e uomo politico, svolgerà per il Comune importanti atti e ambascerie. Secondo lo stile di tanti umanisti del tempo scriverà una storia del mondo che ha come fulcro le vicende di Pontremoli. E' un convinto assertore del mito di Apua, la città dei Liguri Apuani dalla cui distruzione, operata dai barbari nel medioevo, sorgerà Pontremoli che egli chiama per questo Appontremolo. Sotto questa leggenda e altre relative all'origine del borgo si adombrano fatti autentici dell'età prefeudale, ma soprattutto c'è il desiderio dei pontremolesi del '500 di esaltare l'antichità e l'importanza del luogo e di darsi un'autonoma identità derivante dai Liguri Apuani, che li distingua da Luni romana e capitale della diocesi, per ottenere l'ambito titolo di città nobile con l'erezione di una sede vescovile. Le cronache dei suoi tempi, insieme a quelle di Ser Marione Ferrari sono uno dei documenti più interessanti relativi alla Lunigiana del '500.
 
 
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